In questi giorni è stata annunciata la trasposizione televisiva del romanzo “American Gods”, pluripremiato capolavoro di Neil Gaiman, che narra una guerra tra gli dei nuovi e quelli antichi. Nonostante la mia indole diffidente (come dimostra la reazione scettica alla notizia dell’adattamento televisivo di un altro dei miei libri preferiti, “Hyperion” di Dan Simmons) di fronte a questa novità non posso nascondere un certo ottimismo e anche una dose di euforia.

La prima ragione è l’entusiasmo con il quale lo stesso Gaiman, che sarà anche produttore esecutivo della serie, ne parla su Twitter, condividendo in anteprima alcuni concept art dei quali si dichiara innamorato e dando visibilità a ogni articolo in cui se ne fa menzione.

Neil Gaiman Twitter

Il secondo motivo è la particolare ambientazione fantasy in movimento su uno sfondo contemporaneo, che sono convinta possa essere resa alla perfezione in una serie tv.
Come ultimo fattore, non meno importante, credo che la struttura a episodi sia l’ideale per un racconto così ricco di personaggi e intrecci.

Se i film tratti da altre opere di Gaiman, come Stardust e Coraline, per quanto ben fatti, non sono riusciti a convincermi completamente (non parlo di Mirrormask, perché è un caso a parte, nel quale bisogna riconoscere il ruolo fondamentale di quell’altro genio chiamato Dave McKean), sono invece convinta che questa serie potrebbe regalare soddisfazioni.

Inizialmente si erano interessati i signori di HBO, ma fortunatamente la produzione è passata a FremantleMedia, che sta lavorando insieme al canale Starz. Sarò impopolare, ma non amo le produzioni “tette-e-culi-gratis” quindi sono lieta che la prima collaborazione non abbia dato frutti.
In merito al team che si sta occupando di questo progetto, l’autore stesso ha dichiarato: “I’m relieved and confident that my baby is in good hands”, e io mi fido di lui visto che non li conosco.

A questo punto non ci resta che aspettare fiduciosi. Chi invece non conoscesse ancora l’opera di questo geniale scrittore potrà impiegare l’attesa in una sana lettura.