“Il visionario è l’unico realista”
[Federico Fellini]

Se Valentina una notte di mezz’estate del 2014 avesse aperto la propria finestra per guardare verso le stelle, improvvisamente sarebbe stata in grado di rispondere al sommo Shakespeare e alla sua celebre frase “Siamo fatti della stessa materia di cui sono fatti i sogni”: seta. I sogni sono fatti di seta, e io con loro.

Che in un periodo grigio come quello che l’arrancante gioventù italiana sta passando siano dei sogni e una ferrea, tenace determinazione nel realizzarli il principio creativo dell’avventura imprenditoriale di due giovanissime amiche, Valentina e Carlotta, è un qualcosa di così significativo e interessante da meritare di essere raccontato.

Novelle “Marco Polo” nell’iper-globalizzato mondo del 2015, Valentina Gestri Paolucci e Carlotta Vasoli sono due innovative mercantesse della nuova Via della Seta – virtuale e meno insidiosa dell’originale – capace di arrivare ovunque in pochi rapidi click. Sono loro le co-fondatrici di Cha•Val Milano – naturalmente le abbreviazioni dei loro nomi e la città dove tutto è cominciato – luxury brand e neo-nata società di e-commerce con un terzo socio, Lorenzo, e un prodotto che conta dal prossimo mese di introdursi nel variegato e multicolore mercato degli accessori di lusso, e nello specifico dei foulard di seta. Seta al 100% e italiana, come ci tengono a precisare.

cheval foulard mare

Come sia nata quest’idea e cos’abbia significato concretizzarla, tra tutte le difficoltà e gli entusiasmi di questo primo anno di vita, ce l’ha raccontato proprio Valentina, partendo da quello che è sempre stato un suo sogno: il mondo della moda e le sue singolarità più artistiche e affascinanti.

Classe 1990 e nata a Bologna, Valentina era scesa a un grande compromesso trasferendosi a Milano nel 2009 per “rinchiudere” nella facoltà di economia della Cattolica milanese il desiderio di cimentarsi nelle cose che più amava. Nel tempo libero disegnava, s’interessava, leggeva, inventava, creava bozze anche su tovagliolini di carta, guidata da talento, istinto, delicatezza e amore per la pittura, ma il razionale mondo quotidiano non sembrava avere troppo spazio per questi slanci.

La scelta per la laurea magistrale allo Iulm in “Brand Management” coincide con il primo riavvicinamento all’antica passione: a “Charlie”, l’amica Carlotta conosciuta a lezione, confida progetti e idee che, seppur pazzerelle, vengono prese con inattesa serietà dall’altra, fino al fatidico momento.
Quella notte avevo sognato dei foulard e, seppur la cosa sembrasse pazza pure a me, sono corsa la mattina seguente da Carlotta a proporle l’idea: produrre e vendere foulard di pregio, da zero a cento. E soprattutto insieme. Era abbastanza matta e in gamba da potermi almeno ascoltare.”
Un sogno con cui Valentina stava cercando di resuscitarne un altro cullato da tempo nel cuore, sempre vivo e pulsante: un brand di moda, una collezione di lusso, prodotta e disegnata da lei stessa.

cheval parigi

I primi passi sono impegnativi, a cominciare dal nome dove arriva però in soccorso mamma Laura: “Charlie” e “Vale” fanno anche “Cha” e “Val”. Aggiungeteci un’elegante pronuncia français e in mezzo alle sillabe un chicco di riso tagliato in due destinato a diventare un grazioso ferma foulard, e ecco il logo.

E poi, soprattutto, la tremenda, insostenibile, irritante burocrazia italiana: finanziamenti dalle banche, privati che si dimenticano dei loro stessi esordi e non credono nelle idee di due giovani “inesperte”, commercialisti, agenzie di comunicazione, avvocati, business plan… Per quest’ultimo viene in aiuto Lorenzo Cericola, ingegnere gestionale, che insieme a Valentina e Carlotta razionalizza idee e tappe fondamentali per la loro piccola creatura.

A guardarsi indietro ora Valentina non nasconde una soddisfazione e un orgoglio genuini: tanti gli ostacoli superati e i sacrifici profusi in un progetto che sembra ormai essere definitivamente sbocciato, e in tutte le sue molteplici fioriture.
Il sito innanzitutto, fondamentale per una società di commercio online seppur selezionato e al dettaglio. Inizialmente in italiano, a breve sarà disponibile anche in inglese per raggiungere tutte le nazioni dell’Unione Europea, il mercato iniziale di riferimento per quest’avventura di seta.

cheval foulard circo

E poi, al suo interno, il cuore e l’anima dell’intuizione firmata Cha•Val: la prima collezione, tutta creata attorno a una tematica tanto originale quanto allegra, dinamica e pop, il “Circo”. Valentina ci spiega la sua origine dopo averle confidato che uno dei foulard, quello battezzato “Elefante”, c’ha ricordato i dipinti di Mirò: “Quello è stato l’unico a uscirmi completamente d’istinto, mentre gli altri, più ragionati, li ho creati ruotandoli tutti attorno alle figure del circo che gradualmente mi stava conquistando. Fantasie come gli “Acrobati” o il “Giocoliere”, ispirandomi alle insegne del metrò parigino per le scritte dei nomi, mentre il foulard “Fuochi” è il prescelto per la nostra prima “capsule collection”, ovvero una tiratura limitata di 150 foulard”.

Così come il dettaglio dei bordini neri su un suo modello che Valentina indossa alla caviglia, nulla è lasciato al caso, a partire dalla business strategy, orientata su dimensioni e usi diversi da quelli tradizionali: 45×45 e 140×140 saranno i primi due formati disponibili, per un accessorio – e il suo fermaglio – dalle ambizioni unisex, versatili e vivaci come può esserlo un foulard al polso ispirato ai “Pagliacci”, o sul manico della vostra borsa, al collo, sulla cintura, fino alla pochette maschile, con l’obiettivo di inserirsi in un segmento di mercato e in una breccia da inondare di sete e colori targati Cha•Val Milano.

cheval foulard borsa

Che moda e arte siano guida e musa di quest’ispirazione è evidente anche dalla presentazione stessa del prodotto: sul sito ogni foulard, fotografato nei suoi dettagli più caratteristici, è visto come una piccola opera d’arte descritta da un’insolita e divertente didascalia tra il poetico e il romantico, che Ernesto Giuntini, talentuoso autore dell’agenzia di marketing partner, ha cucito a misura su ognuno di essi.
Ogni testo suscita un particolare umore, in armonia con i colori del foulard e suggerendone oniricamente utilizzi che c’hanno ricordato, tra il tema circense e la scintilla del sogno, un film di Fellini e un suo grande interprete, Mastroianni ne “La Dolce Vita”.
Un testimonial che Valentina avrebbe preso al volo, così come la giornalista Diana Vreeland (“Perché padrona di se stessa prima dell’avvento dell’emancipazione femminile”) o Sean Connery (“Sintesi perfetta di bellezza, eleganza britannica e stravaganza”): è chiaro che la parola d’ordine è essere “protagonisti e protagoniste”, inevitabile con un variopinto foulard Cha•Val portato al posto giusto durante un party o un meeting.

cheval foulard giocoliere

Semplicemente quindi il meglio del made in Italy nelle intenzioni dei fondatori, testimoniato anche dal filmato introduttivo della home page con una video-panoramica sul processo creativo dei foulard, con la seta stampata – e cucita a mano – da uno stabilimento comasco, ovvero “il distretto serico di riferimento dell’alta sartoria tricolore”.

chaval fermaglio

Ma i Cha•Val guys sono convinti di essere solo all’inizio: oltre ad aver disegnato e creato anche il ferma foulard (“L’accessorio per l’accessorio, ma anche anello, ciondolo, ferma capelli…”, afferma divertita Valentina) le prossime idee, proseguendo sull’idea estetica, coinvolgeranno foulard esclusivi firmati da artisti del disegno, target allargati (interessa il Medio Oriente), nuove tematiche e “capsule collection”, con un appuntamento prerogativo su tutti gli altri.

cheval foulard capelli

Domenica 15 Novembre, giorno di lancio ufficiale della prima collezione in uno splendido loft milanese e momento cardine – cui PaperProject presenzierà – del futuro di Cha•Val Milano: farsi conoscere dalla città e dal mercato meneghini, introdursi nel suo ambiente più ricercato e alla moda, affascinare clienti e media grazie alle prime campagne pubblicitarie (nate da una sinergia con “CloverThree”, agenzia di ragazzi under30) e in definitiva vedere un sogno diventare finalmente realtà concreta, tangibile, eccitante come solo dei cuori giovani e coraggiosi potevano concepirlo.

Fellini aveva proprio ragione, “Il visionario è l’unico realista”.
Probabilmente lui, più di tutti, avrebbe capito la visione Cha•Val.

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