Per via di un contrattempo informatico, solo oggi concludo la rilettura e la correzione del diario che ho scritto a Lisbona a fine Aprile: sarebbe stato perduto se Giuliano, un nerd appassionatissimo che fa servizio al customer care di Apple non fosse riuscito, infine, a compiere il miracolo di ritrovare in un anfratto di Matrix le mie note cancellate per sbaglio.

“IN THE HEART OF LISBON CENTER”

Domenica 19 aprile 2015, mattina presto

Dunque è il 19… siamo stranieri da poco più di un giorno ma già le prime impressioni reclamano righe.
L’atterraggio, come in genere non succede, è avvenuto in anticipo; annunciato da un trionfante capitano Ryanair che ha sfruttato il vento a favore e, per giunta, di venerdì 17: che le compagnie low cost ci salvino dalla superstizione.
Federica e io eravamo separate di posto dal terzo della compagnia che ha perso i sensi ancora prima del decollo e, dopo un quarto d’ora passato a ridacchiare e farci autoscatti alla “Weekend con il Morto”, è stato il deterrente per forzarci a stare ognuna nei suoi pensieri. Io ho acceso l’aggeggio e mi sono letta, fino all’ultima riga, un prezioso libricino di Saramago: Lisboa*.

Le raffiche di vento, alla fine, hanno svegliato anche Giulio e ci siamo messi tutti e tre guancia a guancia a vedere la terra portoghese avvicinarsi: l’oceano si è confuso con il vasto delta del fiume Tago, poi macchiette di verde sempre più rare nell’infittirsi delle case, poi un pavimento di tetti ondeggianti su e giù dai colli, le strade a reticolo, e, a interrompere il pattern, una fortezza, un parco, la cattedrale… tempo di pigiare l’indice sul finestrino e sgommavamo sull’asfalto dell’aeroporto.

Il clima è primaverile, soleggiato ma fresco, e non abbiamo fretta: appena fuori dalle porte automatiche ci ficchiamo in bocca ognuno la sua sigaretta ed è tutto un “per me fa uguale”. La conclusione flemmatica è quella di chiamare un Uber Pop*, farci lasciare appena dentro la città e camminare fino al nostro alloggio prenotato con Air BnB* per un prezzo basso alquanto sospetto ma di cui ci basta sapere che è “in the heart of Lisbon Center”.

lisbona parco

Ci raccatta Bruno: tra tassisti e poliziotti si sente poco a suo agio perché rischia il linciaggio e la multa. Nessun imprevisto comunque e, in poco tempo, siamo con i nostri zaini a fare crocchio al primo incrocio, calpestando mosaici in bianchi e neri, tra le facciate di maiolica dipinta.

Ci incamminiamo per un Avenida dai marciapiedi distanti, divisi da diverse corsie di traffico vagamente confusionario ma non criminale, e che, comunque, non attira i nostri sguardi rivolti invece all’insù. Nonostante non siamo ancora nella città vecchia, le architetture siano di dimensioni adatte a un grande viale e non manchino fast food e catene internazionali, lo stile è quello che dà fama alla città: c’è brulichio di gente, s’intervallano negozi senza marchio e posticini odorosi di cibo e, naturalmente, una fodera di mattonelle stampate e dipinte che si srotola per tutta la visuale.

Si svegliano i compari: riprendo più tardi.

tram

NELLA CASA DEL BIANCONIGLIO

Lunedì 19 aprile, pomeriggio

Sono sdraiata sull’erba dei giardini Eduardo VII, c’è il sole e il venticello. Giulio dorme e ne approfitto per rimettere in pari il racconto scritto e il tempo reale.

Senza grandi difficoltà raggiungiamo il centro storico, dove tutto diventa a misura: le case si abbassano, le strade si stringono. Facciamo molte scale, ci mettiamo da parte per far passare i tram che tirano il collo in salita e i freni in discesa, guardiamo dentro tutte le vetrine di carabattole e dolci e piatti tipici. Pesce e carne: ecco cosa si mangia da queste parti. E vari dolcetti secchi o guarniti.

tram lisbona

Infiliamo una scalinata ripida e, a metà altezza, ci aspetta Yassif, il padrone di casa. Ci apre il portoncino verde del civico 11 e si mette a capo della spedizione: ci arrampichiamo un alto gradino dopo l’altro per due piani e mezzo con un dislivello davvero impegnativo e CLAK-CLAK ci apre la porta dell’appartamento. Siamo nella casa del Bianconiglio* dopo aver mangiato la metà del biscotto che ci fa diventare più grandi. I soffitti sono poco sopra le nostre teste, i pavimenti di legno sembrano bruciacchiati. Tutto è strambo: la cucina e il bagno sono due grotte, una camera da letto ospita solo un materasso appoggiato per terra, il salottino è naïf, con due divanucci fetidi che si guardano e una porta finestra a qualche metro dalle tegole del tetto di fronte; sopra si vede il cielo turchino e delle nuvolette seminate qua e là, sotto la Calcada da Bica Grande: il nostro nuovo, erto, indirizzo. Ci piace! È un tugurio, ma va bene per noi che siamo curiosi dei feticci, degli accrocchi raffazzonati, dei vecchi infissi, delle porte col gancetto, che se la caldaia non scatta ci riproviamo più tardi, e che, se si può fumare guardando l’andirivieni di sotto e i piccioni tubare sul balconcino di rimpetto, è una grazia che rende tutto il resto trascurabile.

Fatto sta che, avendo guadagnato anche un’ora di fuso, c’è ancora luce e vogliamo uscire subito per una ricognizione. Usiamo il mini-bagno a turno e ci tiriamo dietro la porta. Giriamo a casaccio e cominciamo a orientarci nel quartiere, scoprendo, ad esempio, che la gente passa la serata in strada bevendo molto e schiamazzando allegramente.

Il diario prosegue la prossima settimana. Stay Tuned!

LINK

– Se come me avete la cattiva abitudine di usare il “blocco note” sul vostro computer anche per scrivere cose importanti e se il vostro computer è MAC, è anche probabile che incorriate nella mia stessa disgrazia di cestinare inavvertitamente un testo in modo irrimediabile… prima di rassegnarvi a riscrivere tutto da capo, tentate con il customer care.

– On line trovate molte versioni ebook del libro di Saramago, Lisboa; personalmente l’ho scovato, per un prezzo ridicolo, sull’iTunes store; per chi non avesse apple è possibile acquistarlo on-line, ad esempio su Amazon, a questo link.

– Finché dura, è possibile prendere il taxi a un prezzo super economico e, magari, diventare un autista pop iscrivendosi a UBER.

– Sono entusiasta di essere host e guest con Air BnB.

– Ecco il passaggio disneyano del memorabile delirio nella Casa del Bianconiglio.