Ho uno smartphone solo dai primi mesi di questo strano 2015 e continuo a meravigliarmi di come si potesse vivere senza. Ieri sera e questa notte le sue funzioni sono state d’aiuto per me e fondamentali per altre persone.
Mia sorella vive a Parigi e la nottata è stata impegnativa: nonostante uno dei precedenti atti di terrorismo si fosse svolto molto più vicino a casa sua rispetto a quelli di questa notte, le emozioni suscitate dai recentissimi attacchi sono state molto più forti.
Tutto, in queste ultime ore, è ruotato intorno ai social network e ne sto avendo consapevolezza in queste prime ore del mattino.

Ho appreso la notizia uscendo da un locale dove i telefoni non avevano campo e sono stata assalita dalle notifiche. Moltissime persone mi hanno contattata per sapere informazioni su mi sorella e così ho capito immediatamente cosa fosse accaduto. Scorrendo i messaggi su Whatsapp sono arrivata al primo della lista, il suo: “Prima che tu abbia notizie dei casini a Parigi, ti rassicuro… Sto bene. Sono a casa.

Solo a quel punto sono andata a documentarmi sulle home page dei quotidiani italiani. Sui social è apparso di tutto, dai messaggi d’odio (che mi hanno spinta a fare un po’ di pulizia tra i miei contatti, perché certe esternazioni non meritano una replica ma solo di spegnersi nell’indifferenza) a quelli di cordoglio, ma questa volta il web ha finalmente mostrato il suo vero potenziale trasformandosi in reale veicolo di informazioni.

Facebook ha sviluppato un tool, “Safety Check“, che permette ai parigini di far sapere alle proprie cerchie che si è al sicuro.

Safety Check

Twitter invece è diventato strumento fondamentale per le persone che, trovandosi a vagare in una città piegata dal terrore e blindata dalle forze dell’ordine, non riuscivano a raggiungere la propria casa: tramite l’hashtag #PorteOuverte si può rintracciare un posto sicuro dove essere accolti.

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Questa immagine di solidarietà scalda un po’ il cuore mentre la paura vorrebbe congelarci. Questo è l’uso intelligente che dovrebbe essere fatto degli strumenti meravigliosi che abbiamo a disposizione. Adesso, con la luce, proverò a dormire un po’.

Terrò lo smartphone accanto a me e questa volta lascerò attiva la suoneria e non interromperò il traffico dati, perché l’idea di essere collegata con il mondo mi tranquillizza.