Nel 2015 compiono 80 anni: il nylon, il Monopoli, la lattina di birra e l’Istituto Marangoni, e quale occasione migliore per andare a visitarlo? Sono stata invitata con altri due blogger, Giacomo di Chooze.it e Andrea di PICAME a tornare tra i banchi di scuola per svolgere un vero e proprio compito in classe. Fabrizio ci ha accompagnati a fare un tour dell’edificio e noi, muniti di macchina fotografica, abbiamo immortalato ogni particolare che ritenevamo interessante per poter poi comporre un cubo semiotico, cioè trasferire la nostra esperienza attraverso immagini in una struttura cuboidale. Ciò che mi ha colpito subito dell’Istituto Marangoni è che non ti senti in una scuola, ma più in una casa, o anche in un hotel. Perché tutto è curato, fin nei minimi dettagli (Cappellini ha firmato ogni arredo), ti senti accolto e protetto, dalla luce e dai materiali che ti circondano.

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E poi sei immerso nel centro di Milano: siamo in via Cerva, in una zona in cui risiedono firme prestigiose del mondo del design, mondo nel quale tutti gli iscritti (per l’80% stranieri) desiderano far parte una volta laureati. I programmi triennali si declinano in interior design, product design, accessories design e visual design, ma l’Istituto Marangoni offre anche corsi brevi (di 2 o 3 settimane) e Master, per chi già possiede competenze specifiche a livello universitario in diverse aree, come surface & textile design, multimedia & interactive design, luxury Retail Spaces design e design management.

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Alla fine della visita è stato il momento di metterci al lavoro: ognuno di noi ha avuto uno studente che lo aiutava a trasferire su carta l’esperienza vissuta e a tradurla in immagini per comporre il cubo. Il mio l’ho chiamato ‘IN&OUT’ e mi è servito per descrivere la bellezza del ‘dentro e fuori’ l’istituto. Perché dalle stanze della scuola godi di bellissime viste sugli edifici storici e sui tetti della Milano del centro storico: alcuni scorci sembrano cartoline, con una poltrona di design in primo piano e un vecchio abbaino sullo sfondo, al di là delle ampie finestre. ‘In&Out’ perché questi studenti sono letteralmente immersi nel design, dentro le mura dell’Istituto, in ogni stanza, ma anche fuori, perché la zona circostante è una culla di firme italiane e internazionali del design.

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