“Tu? Tu partecipi a una gara di cucina?”.
Da un mese a questa parte questa è la domanda che ogni parente/conoscente/collega/portinaio che incontro mi rivolge una volta svelato il motivo per cui mi trovo la casa invasi di budini, panne cotte e riviste di cucina.
Come dar loro torto, io sono quella che, in tempi non sospetti, ha fatto bruciare la zuppa della Knorr. Sì, quella pronta in due minuti. Quella a cui lo chef Sergio Mei del Four Season, durante un corso di cucina, ha fatto solo pulire il carciofo perché considerata un’inetta in ogni altro ambito. Quella che alle cene tra amici “vai serena, porta pure da bere che al cibo vero pensiamo noi”. Io, eccomi qui.

principiante ai fornelli

Vabbè dai, è solo un budino, ce la posso fare. Questa è la frase che mi ripeto da allora. Dal momento in cui io e altre 13 siamo state invitate a sfidarci a colpi di mestolo e frusta per realizzare il budino più bello e buono di tutti. E, no, se ve lo stavate chiedendo non ho vinto, ma mai avrei pensato di divertirmi così tanto ai fornelli.

La nostra giornata è iniziata abbastanza presto per dirigerci alla volta di Desenzano del Garda, sede della DolceCasa cameo, un luogo speciale in cui cameo ospita tutti i suoi consumatori, grandi e piccini, le scuole e i suoi partner, per far vivere loro un’esperienza coinvolgente ed emozionante, all’insegna della tradizione, del gusto e della qualità.

Se non l’avete mai vista non potete capire lo stupore e l’ammirazione che ognuno di noi ha provato varcando i cancelli di questa azienda, un vero e proprio paese dei Balocchi per i golosoni come la sottoscritta: pareti e pareti di dolci, dolcetti, preparati per torte, budini, marmellate, muffin, macarons e mille altre prelibatezze.

Ad attenderci, oltre alle tre giurate cameo Federica Visconti di Silovoglio, la blogger Katamashi e Marina Malvezzi di mangiarebene.com, anche due Chef, due angeli che ci avrebbero supportato, ma soprattutto sopportate, per la durata delle tre ore che avevamo a disposizione per cucinare e impiattare le nostre creazioni, e una mistery box in cui avremmo trovato gli ingredienti con cui preparare il nostro piatto. Volete sapere cosa si nascondeva nella mia? Peperoncino in polvere, peperoncini, porto, lamponi, Topping al caramello, anacardi, menta in foglie, avocado. Ecco, mica semplice? Soprattutto per una novellina come me!

Dunque… tre ore di tempo per assemblare qualcosa di vagamente commestibile, con gli ingredienti esotici contenuti nella mia box e gli strumenti ultratecnologici messi a disposizione dalla DolceCasa cameo. Giusto per darvi un’idea dell’efficienza di questo luogo, qui si trovano 12 postazioni di lavoro con svariati forni, freezer, frigoriferi, i famosi abbattitori, misteriosi attrezzi di cui ho scoperto l’esistenza proprio la mattina della sfida, a 28 anni suonati, (grazie Barbara e Serena!). E questo la dice lunga sulle miei doti culinarie.

Cosa ho preparato quindi? Beh, un budino, anzi tre budini, in cui ho messo dentro tutto quello che potevo: latte, latte di mandorle, peperoncino (ripetete con me, mai mettere in bocca una quantità di polverina sospetta se non avete idea di cosa sia. Mai!), e il porto. Ho avuto pietà degli esaminatori e ho usato gli anacardi solo per placare la mia fame nervosa. Il risultato? Beh, si commenta da solo 🙂

principiante ai fornelli

Giuro, bacio meglio di come cucino!